|
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Admin (del 17/05/2009 @ 17:37:28, in blog, linkato 95 volte)
...la solita storia, la patologia benigna puo' aspettare e quindi i pazienti con patologia benigna non hanno mai la certezza del giorno dell'intervento chirurgico; infatti l'arrivo di un altro paziente con patologia maligna ha la precedenza nella lista operatoria e quindi i tempi si allungano per i pazienti con patologia benigna!
E' giusto!
Allora dedichiamo un ospedale oppure un reparto ad operare solo pazienti con patologia benigna!
Finiamola con questa storia!
Chissa' come mai questo problema non esiste nelle cliniche private.
Di Admin (del 30/06/2007 @ 10:00:36, in lavoro, linkato 2399 volte)
Non c’è nulla di più comune del desiderio di essere importanti - William Shakespeare
Di janus (del 07/05/2007 @ 13:51:47, in lavoro, linkato 246 volte)
Ogni volta che si scopre una causa di malasanità si provvede ad aumentare i controlli, naturalmente richiedendo nuove figure istituzionali che controllino altri controllori.
Attualmente le sovrastrutture dell'ospedale sono in crescita, nuovi posti di lavoro, nuove figure professionali, sempre nuovi posti per dirigenti.
Al centro dell'attenzione è l'organizzazione del lavoro che prevede una crescita dei controllori che controllano i controllori che controllano i controllati che sono la base dell'attività ospedaliera.
Controllare, controllare, sorvegliare sono le parole d'ordine in vigore.
Linee guida, protocolli, clinical pathways, risk management, controlli della sicurezza ma chi controlla la professionalità del personale?
Sembra strano ma si presume che il personale ha il massimo della professionalità, professionalità che più non si può.
L'organizzazione vuole la standardizzazione del lavoro, è risaputo che ogni volta che si vuole standardizzare il tutto avviene abbassando il livello medio, è impossibile standardizzare al livello superiore perchè la maggioranza è più verso il basso!
Si fa tutto per coinvolgere la maggioranza per cui se la maggioranza vale 6 la standardizzazione si colloca a 5 per recuperare il più possibile; la minoranza può anche oscillare tra il 7 ed il 10 ma non fa testo.
Il contenuto della professione è deficitario e si nasconde nello standard medio.
Esempio pratico: dopo un intervento chirurgico di media entità il trattamento post-operatorio è standard senza differenziare tra maschio-femmina, magro-grasso, giovane-vecchio; quello che è grave è che anche per interventi più impegnativi si utilizza lo standard, addirittura lo standard non fa differenza tra chi ha 1 polmone oppure 2 polmoni nè se ci sia patologia associata o meno.
Si dice che la utilizzazione della standardizzazione facilita il lavoro del personale ospedaliero (realtà in una fabbrica di automobili, vedi Toyota), sarà anche vero ma ci sono anche le eccezioni che rappresentano una buona fetta del lavoro quotidiano, invece di insegnare a "pensare" si pretende di "adeguarsi" a quanto stabilito (ovviamente da altri!).
A quando il controllo delle professionalità e dei risultati?
Di janus (del 19/04/2007 @ 12:40:42, in dBlog, linkato 491 volte)
At 4 Years My daddy is great.
At 6 Years My daddy knows everybody.
At 10 Years My daddy is good but is short tempered
At 12 Years My daddy was very nice to me when I was young.
At 14 Years My daddy is getting fastidious.
At 16 Years My daddy is not in line with the current times.
At 18 Years My daddy is becoming increasingly y.
At 20 Years Oh! It's becoming difficult to tolerate daddy. Wonder how Mom puts up with him.
At 25 Years Daddy is objecting to everything.
At 30 Years It's becoming difficult to manage my son. I was so scared of my father when I was young.
At 40 Years Daddy brought me up with so much discipline. Even I should do the same.
At 45 Years I am baffled as to how my daddy brought us up.
At 50 Years My daddy faced so many hardships to bring us up. I am unable to manage a single son.
At 55 Years My daddy was so far sighted and planned so many things for us. He is one of his kind and unique.
At 60 Years My daddy is great. Thus, it took 56 Years to complete the cycle and come back to the 1st stage!
Di janus (del 18/04/2007 @ 12:13:32, in lavoro, linkato 239 volte)
Solo il 15-30% degli interventi chirurgici ha solide basi scientifiche. Significa che la medicina è fatta più di incertezze che di certezze. All'incertezza della scienza medica si somma quella della preparazione e dell'aggiornamento del medico. Tra i pazienti è diffusa una visione mitica della medicina: il 70-80% della popolazione crede che sia una scienza esatta. Quando medico e paziente si incontrano il dialogo si svolge in due lingue diverse: una "follia a due" in cui le attese corrispondono più ai desideri che alla realtà. (Richard Smith, direttore del "Brithish medical journal"). "Il paziente sa di non sapere, ma pensa che il medico sappia". "Anche il medico sa di non sapere, ma spera che il paziente non se ne accorga. Il rapporto quindi si basa sull'asimmetria dell'informazione: il medico può manipolare le preferenze e le convinzioni del paziente, come se fosse un bambino". Solo il 15-30% degli interventi chirurgici ha basi scientifiche certe, se ne deduce che diagnosi e cura variano in funzione del medico consultato. Così gli interventi consigliati da un medico sono sconsigliati da un altro. (Gianfranco Domenichetti, ex direttore della salute pubblica del Cantone Ticino-Svizzera).
La chirurgia è un "nobile artigianato", i risultati della chirurgia si basano sulla preparazione ed esperienza del chirurgo, valori e condizioni che, attualmente, non sono sostituibili.
Di janus (del 26/03/2007 @ 14:48:41, in lavoro, linkato 12818 volte)
esempio di divide et impera:
- -il Direttore impone ad un chirurgo di fare un intervento chirurgico che spettava ad un altro chirurgo;
- -creare privilegi, le "guardie" devone essere distribuite alla pari tra tutti i chirurghi invece il Direttore le distribuisce in modo difforme (chi più chi meno) fino ad esentare in modo arbitrario dalle "gurdie" notturne e dalle guardie diurne;
- -il Direttore distribuisce in modo difforme i turni tra i chirurghi (volutamente);
- etc.etc.
Di janus (del 20/03/2007 @ 17:38:26, in lavoro, linkato 279 volte)
In politica e sociologia si utilizza per definire una strategia finalizzata al mantenimento di un territorio e/o di una popolazione, dividendo e frammentando il potere dell'opposizione in modo che non possa riunirsi contro un obiettivo comune. In realtà, questa strategia contribuisce ad evitare che una serie di piccole entità titolari di una quantità di potere ciascuna possano unirsi, formando un solo centro di potere, implementando così una nuova e unica entità più rilevante e pericolosa.
Per evitare ciò, il potere centrale tende a dividere e a creare dissapori tra le fazioni, in modo che non trovino mai la possibilità di unirsi contro di lui. Quindi questa tecnica permette ad un potere centrale, che può essere un governo dispotico, o un governatorato oloniale-imperialista, numericamente modesto, di governare e dominare su una popolazione sensibilmente più numerosa.
Elemento tipico di questa tecnica consiste nel creare o alimentare le faide e i dissapori tra le fazioni autoctone: facendo ciò si contribuisce all'indebolimento e al successivo deterioramento dei rapporti tra le fazioni o le tribù dominate, rendendo impossibili eventuali alleanze o coalizioni che potrebbero mettere in discussione il potere dominante.
Di janus (del 07/03/2007 @ 09:13:08, in lavoro, linkato 207 volte)
Consulenza e consulto
Art. 60
- Consulenza e consulto -
Qualora la complessità del caso clinico o l'interesse del paziente esigano il ricorso a specifiche competenze specialistiche diagnostiche e/o terapeutiche, il medico curante deve proporre il consulto con altro collega o la consulenza presso idonee strutture di specifica qualificazione, ponendo gli adeguati quesiti e fornendo la documentazione in suo possesso.
In caso di divergenza di opinioni, si dovrà comunque salvaguardare la tutela della salute del paziente che dovrà essere adeguatamente informato e le cui volontà dovranno essere rispettate.
I giudizi espressi in sede di consulto o di consulenza devono rispettare la dignità sia del curante che del consulente.
Il medico, che sia di contrario avviso, qualora il consulto sia richiesto dal malato o dai suoi familiari, può astenersi dal parteciparvi, fornendo, comunque, tutte le informazioni e l’eventuale ocumentazione relativa al caso.
Lo specialista o consulente che visiti un ammalato in assenza del curante deve fornire una
dettagliata relazione diagnostica e l’indirizzo terapeutico consigliato.
Di janus (del 06/03/2007 @ 13:02:59, in lavoro, linkato 2637 volte)
Art. 59
- Rapporti con il medico curante -
Il medico che presti la propria opera in situazioni di urgenza o per ragioni di specializzazione a un
ammalato in cura presso altro collega, previo consenso dell’interessato o del suo legale
rappresentante, è tenuto a dare comunicazione al medico curante o ad altro medico eventualmente
indicato dal paziente, degli indirizzi diagnostico-terapeutici attuati e delle valutazioni cliniche
relative, tenuto conto delle norme di tutela della riservatezza.
Tra medico curante e colleghi operanti nelle strutture pubbliche e private, anche per assicurare la
corretta informazione all’ammalato, deve sussistere, nel rispetto dell’autonomia e del diritto alla
riservatezza, un rapporto di consultazione, di collaborazione e di informazione reciproca al fine di garantire coerenza e continuità diagnostico-terapeutica.
La lettera di dimissione deve essere indirizzata, di norma tramite il paziente, al medico curante o ad altro medico indicato dal paziente.
Di janus (del 03/03/2007 @ 11:42:41, in lavoro, linkato 764 volte)
Art. 58 Rispetto reciproco
Il rapporto tra medici deve ispirarsi ai principi di corretta solidarietà, di reciproco rispetto e di considerazione della attività professionale di ognuno.
Il contrasto di opinione non deve violare i principi di un collegiale comportamento e di un civile dibattito.
Il medico deve assistere i colleghi senza fini di lucro salvo il diritto al ristoro delle spese.
Il medico deve essere solidale nei confronti dei colleghi risultati essere ingiustamente accusati.
(tratto dal codice deontologico 2006)
|